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ITINERARIO 15


GUBBIO, I CERI E I MISTERI DEL BOTTACCIONE
Gubbio, Bottaccione, Scheggia, Valdorbia, Cantiano, Pontericcioli, Scheggia, Gubbio

Scheda Tecnica

Partenza e arrivo: Gubbio
Distanza: 52 km
Dislivello: 1.070 metri
Difficoltà: medio
Fondo stradale: asfalto
Bici consigliata: strada
Da vedere in zona: Gubbio, Gole del Bottaccione, Monte Cucco, Scheggia, Cantiano

Gubbio, famosa per la corsa dei Ceri, è una delle località più belle e conosciute dell’Umbria e grazie a questo itinerario di 52 chilometri abbiamo la possibilità di scoprirne le bellezze artistiche, ma anche le bellezze paesaggistiche che la circondano.

Il percorso, che nella parte centrale tocca anche le Marche, si può considerare di media difficoltà visto il chilometraggio non eccessivo, ma richiede comunque un buon livello di allenamento in virtù delle numerose difficoltà altimetriche.

Partiamo dal parcheggio antistante lo stadio comunale Barbetti, a pochi metri dall’anfiteatro romano e dal centro della città. Prendiamo a sinistra seguendo le indicazioni per Scheggia e dopo circa un chilometro iniziamo la salita che conduce al Valico del Bottaccione: 4 chilometri non duri che presentano pendenze difficili solo nell’ultimo chilometro e che scorrono all’interno della Gola del Bottaccione, sito naturalistico e scientifico di interesse mondiale dove si ritiene sia avvenuto uno degli eventi chiave che provocò l’estinzione dei dinosauri.

Al termine della discesa arriviamo a Scheggia, dove prendiamo a destra verso Roma; 500 metri dopo (km 12,5) giriamo a sinistra seguendo le indicazioni per Sassoferrato. Continuiamo a pedalare immersi in una fitta vegetazione ed in leggera discesa fino al chilometro 17,5, quando lasciamo la SS360 girando a sinistra in direzione di Cantiano.

Da qui la strada riprende a salire leggermente per altri tre chilometri e si sviluppa in una stretta gola alle pendici del Monte Catria, in un atmosfera talmente tranquilla da sembrare quasi irreale.

Al chilometro 23 superiamo Chiaserna, mentre al chilometro 28 arriviamo a Cantiano, dove giriamo a sinistra seguendo le indicazioni per Gubbio e Roma.

Al successivo incrocio per Roma (km 29,5) proseguiamo diritti verso S. Rocco, reimmettendoci sulla strada principale solo al chilometro 32: qui bisogna prestare attenzione perché si può trovare traffico.

Dopo circa 500 metri giriamo a sinistra proseguendo sulla SP3 Flaminia in direzione di Roma e saliamo senza grandi pendenze fino al valico di Scheggia (km 39), dove arriviamo dopo un chilometro di discesa.

Da qui giriamo a destra verso Gubbio e riprendiamo a salire in direzione del valico del Bottaccione che da questo versante non è particolarmente impegnativo (ad eccezione dell’ultimo chilometro). Raggiungiamo il valico al chilometro 47 ed in 5 chilometri di discesa siamo di nuovo a Gubbio.




Da non perdere

Imperdibile il centro storico di Gubbio, che rappresenta il capolavoro della civiltà medievale e della società due-trecentesca, articolata nelle corporazioni di arti e mestieri.

Tra i capolavori architettonici, quelli di maggior fama sono il complesso urbanistico del palazzo dei Consoli, simbolo della città e sede della pinacoteca e del museo Archeologico. Da ricordare inoltre palazzo Beni, palazzo del Bargello con la famosa fontana, e palazzo del Capitano del Popolo.

Di grande interesse anche la Cattedrale (XII secolo), Santa Maria Nuova, al cui interno si trova la Madonna del Belvedere di Ottaviano Nelli, la chiesa e Convento di Sant'Agostino (XIII secolo) con all'interno affreschi del Nelli, la chiesa e Convento di San Francesco, San Giovanni, caratterizzata dalla facciata e dal campanile in stile romanico, San Pietro e San Domenico.

Fuori le mura, a sovrastare la città, da visitare la monumentale basilica di Sant'Ubaldo, che custodisce le spoglie del patrono.

Scheggia, insediamento di origine romana, nei cui pressi sono visibili numerosi resti della via Flaminia antica.

Nella zona meritano una visita due aree naturalistiche di grande valore, il Parco del Monte Cucco e le Gole del Bottaccione, sito scientifico di interesse mondiale dove si ritiene sia avvenuto uno degli eventi chiave che provocò l’estinzione dei dinosauri.


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