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TAPPA 07


DA TODI A CORBARA
Todi, Colonnetta, Prodo, Monte Peglia, Lago di Corbara, Corbara

Scheda Tecnica

Partenza: Pontecuti (Todi)
Arrivo: Corbara
Distanza: 34 km
Dislivello: 650 metri
Difficoltà: difficile
Fondo stradale: asfalto, sterrato
Bici consigliata: ibrida, mtb
Da vedere in zona: Todi, Colonnetta, Prodo, Monte Peglia, Lago di Corbara, Corbara

La settima tappa rappresenta la frazione più impegnativa, ma anche paesaggisticamente più affascinante, del nostro viaggio lungo il fiume Tevere.

Subito dopo aver lasciato Pontecuti, infatti, il Tevere si incanala nella stretta gola che genera il lago di Corbara mentre l’itinerario si inerpica sulle colline poste tra il lago e il Monte Peglia, percorrendo strade completamente prive di traffico e attraversando paesaggi del tutto incontaminati.

La tappa si sviluppa quasi per intero su strade asfaltate, se si eccettua la discesa che dopo Prodo conduce sulle rive del lago. Il chilometraggio non è proibitivo ma le numerose asperità che occorre affrontare e che contribuiscono ad un dislivello complessivo superiore ai 600 metri rendono la frazione difficile: i cicloturisti meno allenati, dunque, dovranno impegnarsi a fondo e soprattutto dosare bene le energie nella prima parte del percorso, quella più difficile.

La tappa, infatti, già dopo 500 metri si fa impegnativa quando svoltiamo a destra ed iniziamo a salire in direzione di Prodo. L’ascesa è molto lunga (quasi 12 chilometri), ma non presenta mai pendenze eccessive permettendo così anche ai meno allenati di raggiungere la cima. L’importante è non strafare e affrontare la salita con il proprio ritmo fermandosi, se necessario, a godere dei magnifici panorami sulla vallata sottostante.

Al chilometro 12 si conclude la prima parte di salita, ma la strada non scende e continua in un susseguirsi di saliscendi sull’altopiano che si trova alle pendici del Monte Peglia, tra pascoli e campi coltivati.

Poco prima di arrivare a Prodo gettando lo sguardo a sinistra si può scorgere un ramo del lago di Corbara infilarsi nelle strette gole sottostanti, tra le pareti che scendono a picco ricoperte da fitti boschi. Questo scenario unico ci conduce fino al Castello di Prodo (km 20,8), borgo antico che spunta d’improvviso tra la vegetazione e che ci preannuncia un nuovo tratto di salita: si tratta di circa due chilometri ma questa volta con pendenze un po’ più severe che possono mettere a dura prova le gambe già stanche.

Al chilometro 24 lasciamo l’asfalto, giriamo a sinistra e iniziamo a scendere, prima dolcemente poi in modo più deciso, in direzione del lago di Corbara.

Al chilometro 28,5 attraversiamo il vecchio borgo di Osa da dove la discesa si fa più impervia a causa di pendenze molto accentuate e di una strada un po’ più sconnessa: in questo tratto i meno pratici dovranno prestare attenzione e, se lo riterranno necessario, potranno anche percorrere qualche metro a piedi.

In men che non si dica ci ritroviamo sulle rive del Lago, con la magnifica vista di Civitella del Lago che si erge di fronte a noi sull’altra sponda. Al chilometro 30,2 torniamo sull’asfalto e, costeggiando il lago, ci dirigiamo verso Corbara. Superiamo due brevi ma impegnative salitelle e in breve raggiungiamo Corbara, dominata dalla maestosa diga che blocca il flusso del Tevere.




Da non perdere

La tappa da Todi a Corbara offre scorci paesaggistici di grande bellezza ed è una delle più interessanti anche da un punto di vista naturalistico. Gran parte del percorso, infatti, si sviluppa sulle colline tra il lago di Corbara e il Monte Peglia, luoghi ancora incontaminati e di impareggiabile fascino.

Da queste colline, infatti, più volte si scorge il profilo frastagliato del lago di Corbara, bacino artificiale creato negli anni Cinquanta, in seguito alla costruzione di una diga di sbarramento del Tevere, che ha la funzione di regolare il regime idrico del fiume e di alimentare una centrale idroelettrica, posta in località San Lorenzo. È ritenuto dai pescatori sportivi uno dei più interessanti laghi del centro Italia e ha dato vita a un ecosistema unico dal punto di vista ambientale, diventando anche un’importante riserva ornitologica, che tra le numerose specie annovera il germano reale, la moretta, l’airone cinerino e il martin pescatore. Lungo il percorso da visitare il castello di Prodo e la Tenuta di Corbara, mentre dalla parte opposta del lago spicca il profilo di Civitella del Lago, borgo famoso per la sua stupenda posizione panoramica.

Poco distante da Corbara, inoltre, si trova Orvieto, una delle città più famose del centro Italia, caratterizzata da uno straordinario patrimonio artistico e culturale. In particolare, tra gli edifici più belli segnaliamo il Duomo, una delle più maestose realizzazioni dell’architettura italiana, opera di Lorenzo Maitani (XIII secolo), la chiesa di San Giovenale, la chiesa di San Giovanni, la chiesa di Sant’Andrea, la chiesa di San Lorenzo dè Arari, la chiesa di San Francesco (XIII secolo) e la chiesa di San Domenico (XIII secolo), che conserva il monumento funebre al Cardinal de Braye di Arnolfo di Cambio.

Tra gli edifici pubblici più rappresentativi: palazzo Comunale, palazzo del Popolo, palazzo dei Sette ed il teatro Comunale Luigi Mancinelli.

Singolare la visita al pozzo di San Patrizio, capolavoro di ingegneria profondo 62 metri, è formato da due scale elicoidali indipendenti che permettevano di scendere al fondo per prendere l’acqua senza incontrarsi con chi risaliva. Sotto la città, poi, si nasconde la suggestiva Orvieto sotterranea, dove un incredibile numero di cavità artificiali danno vita ad un intricato labirinto di cunicoli, gallerie, cisterne, pozzi, cave e cantine.

Appena fuori dalle mura da visitare la necropoli etrusca del Crocifisso del Tufo (IV-V secolo a.C.) con tombe a camera costruite con blocchi di tufo e identificate con il nome del capostipite inciso sull’architrave.


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